Il Monte Frodato. L’Intacco Rivanelli-Sacco (1748-1750) (The Defrauded Pawnshop. The Rivanelli-Sacco Etching (1748-1750))

Studi Storici Luigi Simeoni, LIX, 2009, 73-90

19 Pages Posted: 22 Sep 2015

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Carmelo Ferlito

INTI International University and Colleges; Institute for Democracy and Economic Affairs (IDEAS)

Date Written: 2009

Abstract

Italian Abstract: Quello degli intacchi e` un problema che ha riguardato la vita del Monte di Pieta` , ma non solo di quello scaligero, sin dai suoi esordi. Si tratta di illegalita` attinenti propriamente i servigi svolti dai ministri piu` direttamente coinvolti nella gestione del banco di pegni: i massari. Sono essi, infatti, che sovrintendono alle attivita` di prestito, raccogliendo presso il cassiere i denari da impiegare nei prestiti, erogando quest’ultimi, occupandosi quindi delle riscossioni di capitali e interessi. L’intacco non si esplica necessariamente con la diretta sottrazione di denaro dalla cassa del monte, operazione che potrebbe eseguire solo il cassiere; piuttosto esso si fonda su una piu` generale malversazione del massariato. Il banco veronese si scontra con frodi amministrative sin dal 1506, quando il massaro Girolamo Morandi, con la collaborazione del suo stimatore, lascia un debito di ducati 1138, lire 4, soldi 4, denari 11. Abbiamo quindi notizie di altre malversazioni compiute nel 1652 ad opera del massaro Fabrizio Pozzo. Nel 1732, invece, Girolamo Murari, massaro agl’ori, denuncia alla sessione del Monte dubbi circa possibili frodi operate dal suo sottomassaro, Antonio Mezari, scomparso dalla circolazione. I governatori dell’istituto, accettando di eleggere due ragionieri per la verifica dell’ammanco, ordinano comunque al massaro di risarcire la cassa, nonche´ di sostenere le spese per i conteggi necessari. L’intacco piu` importante del Settecento, invece, pare quello realizzato dai massari Luigi Rivanelli e Alessandro da Sacco tra il 1748 ed il 1750 e di cui qui si dara` conto dettagliatamente.

Sul finire del secolo XVIII, infine, dobbiamo registrare l’ammanco causato dal furto di Gio Alberto Visetti. L’ammanco accertato e` di lire venete 141.577:9:11; non conosciamo l’esito della vicenda, ma dalle carte risulta che l’intaccatore muore poco dopo, tra la fine del 1787 e l’inizio del 1788, mentre pare che le malversazioni siano stare possibili anche grazie ad un’infermita` del massaro agli ori, il conte Antonio Bevilacqua Lazise, affetto da apoplessia.

English Abstract: The etching problem affecting pawnshops life, not only in Verona, since the very beginning of their history. Etchings were illegal activities perpetrated by the most important pawnshops manager, called, in Verona, 'massari'. The massari dealt with pawnshops daily routine, being responsible for loans and capital and interest collections. Etchings are recorded in Verona in 1506, 1652 and 1732.

We will focus on the illegal activity of two massari, Luigi Rivanelli and Alessandro da Sacco, responsible of a big fraud in the years 1748-1750.

Note: Downloadable document is in Italian.

Keywords: Monti di Pieta', Verona, Intacchi, Repubblica di Venezia, Secolo XVIII

JEL Classification: N23, N93

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Ferlito, Carmelo, Il Monte Frodato. L’Intacco Rivanelli-Sacco (1748-1750) (The Defrauded Pawnshop. The Rivanelli-Sacco Etching (1748-1750)) (2009). Studi Storici Luigi Simeoni, LIX, 2009, 73-90, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=2660208

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