L’incidenza del fattore religioso sul riconoscimento della protezione internazionale (The Influence of the Religious Factor on the Recognition of International Protection for Asylum Seekers)

14 Pages Posted: 17 Dec 2018

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Alessia Tranfo

Università degli Studi di Genova - Law School

Date Written: September 28, 2018

Abstract

Italian Abstract: Nell’ultimo decennio le migrazioni dovute allo scoppio della guerra civile siriana, la presenza di focolai bellici nell’Africa sub-sahariana (a titolo meramente esemplificativo: in Mali, Nigeria e Sudan) e l’emergere di movimenti ispirati al fondamentalismo religioso hanno favorito l’incremento delle richieste di asilo in Europa. Benché le ragioni addotte dai migranti a sostegno delle proprie domande di protezione internazionale siano perlopiù legate all’instabilità politica dei Paesi terzi di provenienza, esiste un filone argomentativo minoritario che il presente studio ambisce ad esaminare: si tratta delle persecuzioni per motivi religiosi portate talvolta dai richiedenti a suffragio delle proprie argomentazioni per fondare la domanda di asilo. Il fondato timore di essere perseguitato per motivi religiosi è, infatti, annoverato all’art. 1A, n. 2 della Convenzione di Ginevra del 1951 tra le cause giustificative per la concessione dello status di rifugiato. Affinché sussista il timore fondato richiesto dalla disposizione è necessaria la compresenza della componente soggettiva, ossia la percezione personale di correre un effettivo rischio, e di quella oggettiva, da intendersi come la ragionevole fondatezza della condotta temuta (desumibile, ad esempio, dall’analisi della reale situazione del Paese di origine e della condizione obiettiva in cui si trova il richiedente). Tuttavia, il dato letterale convenzionale risulta poco esaustivo e nulla dice in merito al significato di «persecuzioni per motivi religiosi». A tal proposito è stato svolto un prezioso lavoro di interpretazione dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (d’ora in avanti CGUE) che ha individuato quali fattispecie integrino casi di persecuzioni religiose. In sintesi, si configura una persecuzione religiosa qualora vengano posti in essere dalle autorità pubbliche o da gruppi di maggioranza, tra gli altri, il divieto di appartenenza a una comunità religiosa determinata, il divieto di celebrare il proprio culto sia privatamente che in pubblico o di ricevere un’istruzione religiosa, nonché qualora vengano adottate di misure discriminatorie nei confronti di una specifica confessione religiosa o imposizioni di una conversione forzata ad un credo religioso di maggioranza e comunque diverso da quello a cui aderirebbe spontaneamente il richiedente rifugio politico. Il presente contributo ambisce dunque a studiare l’incidenza dell’adesione ad una determinata fede religiosa sul riconoscimento del diritto di asilo nella consapevolezza, da un lato, che la protezione internazionale svolga un ruolo essenziale in relazione alla tutela e alla promozione del diritto alla libertà religiosa senza, dall’altro lato, dimenticare che non tutte le violazione della libertà religiosa possano tradursi in un atto di persecuzione tale da imporre una delle forme di protezione garantite dal diritto dell’Unione Europea. La casistica che si prenderà in esame permetterà di sintetizzare i diversi approcci difensivi dei richiedenti: sovente l’elemento religioso viene in gioco solo indirettamente, ossia in relazione alle persecuzioni per ragioni di orientamento sessuale; in altre occasioni, invece, l’adesione ad un determinato credo è di per sé fondamento della persecuzione. Lo studio procederà poi ad analizzare come le Corti sovranazionali e nazionali si siano mosse davanti alle varie argomentazioni addotte dai richiedenti al fine di individuare quali siano gli orientamenti e le tendenze più recenti nel quadro europeo.

English Abstract: International protection is becoming a strategic tool to obtain hospitality in European countries and to avoid the limits connected to access for economic reasons. Undoubtedly, the fear of persecution of a woman or a man on the basis of religion justifies the recognition of international protection to asylum seekers. Therefore, European Union is expected to define what religious persecution and religious freedom are meant; actually, not every interference with religious freedom constitutes an act of persecution. The present work aims firstly at studying European and UNHCR resources about religious freedom in order to identify which behaviours could legitimate refugee status, moving than to analyse practical cases decided by Court of Justice of the European Union and by European Court of Human Rights.

Note: Downloadable document is in Italian.

Suggested Citation

Tranfo, Alessia, L’incidenza del fattore religioso sul riconoscimento della protezione internazionale (The Influence of the Religious Factor on the Recognition of International Protection for Asylum Seekers) (September 28, 2018). University of Milano-Bicocca School of Law Research Paper No. 18-16. Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3302512 or http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.3302512

Alessia Tranfo (Contact Author)

Università degli Studi di Genova - Law School ( email )

Via Balbi, 22
16126 Genova
ITALY

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